Ordini di protezione contro gli abusi familiari: orientamenti della giurisprudenza di merito

Il primo punto maggiormente dibattuto dalla giurisprudenza riguarda il requisito della convivenza.

Per alcuni Tribunali non è necessario che essa sia perdurante e continuativa, dal momento che gli ordini di protezione contro gli abusi familiari sono finalizzati a contrastare la violenza in famiglia e non ad intervenire sul singolo episodio. La loro concessione può pertanto avvenire sia nel caso in cui la vittima si sia allontanata temporaneamente da casa per sottrarsi alle violenze, sia nel caso di intervenuta separazione che faccia cessare la convivenza (Così Trib. di Padova 31 Maggio 2006 – Trib. di Napoli 19/12/2007 – Trib. di Firenze 15/07/2002 e Trib. di Modena 29/07/2004)

Viceversa, altri Tribunali ritengono che l’attualità della convivenza e la sua continuità siano requisiti necessari al momento della richiesta dell’ordine di protezione: così Trib. di Torino 2009 che non ha concesso l’ordine di protezione nel caso di violenze commesse dal marito tossicodipendente che esce ed entra dalla comunità e che è violento al rientro a casa; né nel caso in cui il marito, pur continuando ad abitare nella casa coniugale, entra ed esce a piacere per trasferirsi per periodi più o meno lunghi dalla famiglia di origine e quando rientra in casa è violento.


Il secondo punto riguarda la situazione pregiudizievole grave.

Non sono considerati tali episodi sporadici, privi di conseguenze lesive apprezzabili, anche se degenerati in aggressioni (Così Trib. di Bari 10/04/2004); non sono considerati tali le condotte inosservanti dei doveri di mantenimento ex art. 143 – 147 del Codice Civile anche se causa di pregiudizio al coniuge o alla prole, in quanto condotte omissive e pertanto non sanzionabili con ordine di allontanamento e di protezione (Così Trib. di Trani Gennaio 2004); non sono considerati tali singoli episodi a distanza l’uno dall’altro e in più ove non sia ravvisabile piena consapevolezza dell’autore (Così Trib. di Trani 2001).

Integra gli estremi della condotta in oggetto invece un’offesa particolarmente forte arrecata o per la ripetitività della stessa o la prolungata sofferenza patita nel tempo dalla vittima (Così Trib. di Bari 28/07/2004 – Trib. di Piacenza 23/10/2008 – Trib. di Barletta 01/04/2008).


Altri punti specifici riguardano:

  1. condotte pregiudizievoli del figlio poi allontanato ai genitori che sono tenuti a mantenerlo in quanto privo di mezzi propri (Così Trib. di Messina 24/09/2005);

  2. violenza ed aggressività del figlio maggiore che turba e reca grave pregiudizio al fratello minore (Così Trib. di Modena 30/05/2006).


Featured Posts
Recent Posts
Archive
Search By Tags
Follow Us